Harajuku, il luogo della Tokyo diversa. I giovani si incontrano qui per manifestare un dissenso espresso nella rottura dei rigidi schemi della cultura giapponese. Si vestono e si travestono, miscelando la tradizione con il kitch, l'oriente con l'occidente, nascondendo così il loro disagio di essere giovani. La moda spesso rifletteva una situazione interiore, ma oggi accade il perfetto contrario: i ragazzi possono sentirsi "ribelli" o "diversi" semplicemente vestendosi con dei richiami storici e usando simboli che non sono del loro tempo, così le mode tornano e ciclicamente ci si trova a vestirsi "anni 70", "anni 80" e forse "anni 90". Il fenomeno Harajuku è iniziato nel 1997 e, con 20 anni di ritardo, potremmo pensare ad un ritorno del Punk in forma puramente stilistica e con abbozzi di grottesca fantasia. Certamente il non voler essere etichettati crea sempre un'etichetta, e la moda di questi ragazzi sta avendo un riscontro ed un successo evidenti: gli stilisti non si sono lasciati scappare l'idea e negli Stati Uniti esiste una catena di negozi (Harajuku Lovers) a loro ispirata, mentre la cantante Gwen Stefani ha dedicato loro il brano omonimo contenuto nel cd "Love, Angel, Music, Baby".
Tokyo, 2005.
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